L’impasto per un’ottima pinsa romana

La pinsa romana viene considerata l’antenata della pizza. Negli ultimi tempi, poi, è tornata di moda. Ma qual è la particolarità che le permette di essere distinta dalla sua “rivale”? Principalmente è l’impasto che fa la differenza ed è a questo, poi, che si deve il caratteristico nome di pinsa. Scopriamo insieme, nel paragrafo successivo, quali sono le farine che vengono utilizzate per rendere il suo composto unico.

 

Farine per pinsa: quali scegliere?

La pinsa romana è una rivisitazione dell’antica ricetta, che trova le sue origini nei contadini romani. Questi, infatti, tritando diversi tipi di cereali come miglio, orzo, farro, preparavano focacce allungate e non rotonde come la pizza; per poi condirle con aromi e erbe. Infatti, il termine “pinsa” deriva dal latino “pinsere” che vuol dire schiacciare, macinare, etc. Oggi, la distinguiamo grazie al suo impasto molto alveolato all’interno e croccante all’esterno. Il segreto? I diversi tipi di farine per pinsa. Ecco quali sono: la farina di frumento, di soia e di riso. Oltre a questo ingrediente che deve essere particolarmente selezionato, poi, l’impasto deve essere lievitato a temperatura bassa in modo tale da impiegare più tempo nel riposo (la durata ideale, infatti, sarebbe dalle 24 alle 150 ore). Per ottenere, dunque, il massimo, è necessario, poi, rispettare alcuni canoni come l’80/85% di idratazione che dona fragranza e digeribilità al prodotto. Lo sapevate che esiste una certificazione per il miglior impasto? Scopriamo insieme in cosa consiste.

 

 

La certificazione per l’impasto della pinsa romana

La pinsa romana è una ricetta che si è diffusa velocemente in tutto il mondo. Poche, però, sono le pinserie italiane, i locali che godono della certificazione per l’impasto della pinsa romana. Vediamo, dunque, quali sono gli step per ottenerla. Partiamo con il dire, che ci sarà un esaminatore competente che avrà modo di osservare tutte le fasi della lavorazione partendo proprio dall’impasto; ciò permetterà all’esperto di controllare come viene fatto e conservato il composto. Qualora, poi, l’esame risultasse positivo, al locale, alla pinseria verrà riconosciuta una certificazione. In seguito, l’attività verrà segnalata e infine inserita nella mappa delle Pinserie certificate. Si tratta, quindi, di un riconoscimento che è pronto a rinforzare sempre più il livello di qualità della pinsa romana; tutelando, anche, gli specialisti di questo settore. Ti è venuta voglia di una vera pinsa romana? Passa dall’Italiano Food, la troverai in diversi gusti (bufala, Ariccia, gourmet, etc), con il pizzaiolo che ha ottenuto la certificazione ufficiale dall’Associazione Originale Pinsa Romana (ricordiamo che è l’unico ristorante pizzeria a Milano e provincia ad averla) e con una lievitazione che dura 72 ore.

 

 

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